Esercitarsi a morire. Mistica e filosofia

Con Marco Vannini


Riflessione del mondo di Eumeswil

La natura sta cambiando il suo volto, le giornate divengono più luminose e lunghe. Una rinnovata vitalità é scorta all’ orizzonte. L’ uomo si sente rinascere, ma tutto ciò avviene in modo “meccanico”. La vera trasformazione è quella interiore voluta, frutto di una guerra, di uno sforzo a livello profondo e consapevole, quando avvertiamo fin dalle viscere che, se desideriamo realmente che qualcosa muti e muti in meglio, dobbiamo partire da noi stessi! La vita è esercizio, é una palestra, una scuola. Lo hanno insegnato molteplici correnti filosofiche e non solo! Una rinuncia a se stessi, del proprio modo di essere egoici, irresponsabili a favore di un divenire consapevoli e coscienti, svegli, per quanto possibile, praticare il distacco interiore, l’auto osservazione, l’esame di coscienza per scoprirsi, vedersi! Meglio, molto meglio, se guidati da un maestro spirituale che ci indichi le nostre caratteristiche principali, ci metta di fronte ai nostri eccessi e alle nostre mancanze, alle nostre ripetitività provenienti dalle abitudini, a dare risposte programmate, sempre uguali, senza più saper distinguere e vagliare chi e cosa abbiamo di fronte ed il modo in cui ci viene detto un qualcosa.

Proviamo a cogliere un detto dell’onorato Mullah Nassr Eddin:

“Non comprenderà mai le sofferenze altrui, quand’anche possieda la ragione divina e l’autentica natura di un diavolo, chiunque non le abbia provate di persona”.

Questo tipo di educazione, di perfezionamento dell’essere, si può definire edificazione spirituale. Naturalmente abbiamo citato solo ambiti ristretti su cui opera, agisce tale educazione. Sappiamo, in ogni caso, che si è quasi completamente spenta nel nostro mondo tale metodologia di crescita. Pochi sono i beneficiari di tali insegnamenti e ancor minori sono coloro i quali ricercano aiuto per crescere spiritualmente. Si presume che basti recitare, da addormentati, formule “magiche”, perché tutto accada e si verifichi! Ascoltare, fare bagni di suoni e tutto si ridesti da sé. Se è vero che la grazia divina è grande, esiste pur sempre un detto, fonte di saggezza, aiutati che Dio ti aiuta. La fonte originaria è coscienza ed Essa richiama tale risveglio che non è mai meccanico, ma frutto di lavoro e sforzo, sacrificio spirituale, di scelte tra due forze oposte e contrarie: tra il bene ed il male. La forza conciliante proviene dal Cielo, quando a questa ci si indirizza con sforzo tenace.

Le immagini dei camminamenti montuosi arricchiscono la letteratura dei passaggi e paesaggi dei mutamenti interiori. Le montagne “sacre” hanno tanti nomi: Monte Carmelo, Tabor, Sacro Monte, Monte Analogo solo per citarne qualcuno! Sappiamo tutti che sul crinale di un’ alta cima, il Cielo è più vicino e la realtà è trasfigurata! Anche il camminatore diviene ad essere differente ed è quasi arduo individuare, se è l’altezza del luogo a far vedere in modo differente oppure, attraverso lo sforzo compiuto ed in un luogo di grazia, tutto appaia sotto una luce differente. Si arrivano a vedere soluzioni mai immaginate prima a problemi o persone irritanti… Ma se andiamo a grattare la superficie di noi stessi, la nostra scorza dura scorgiamo di essere morti al nostro vecchio modo di essere e sentire. Non siamo più coloro che eravamo a valle… La bellezza insita nell’uomo è questo potenziale tenuto nascosto, celato, di essere e poter essere un mutante… Il cambiamento da auspicare è quello a livello ontologico ovvero nascere e risplendere nell’essere! La vita è vera quando sono. Quando realmente ci sentiamo “vivi” presenti, ogni cosa, fin la più piccolo atomo trabocca dell’Essere per eccellenza ed antonomasia…

Proprio oggi il libro che vi proponiamo in lettura si intitola: ESERCITARSI A MORIRE. Mistica e filosofia. (Le Lettere, 2025). L’autore è Marco Vannini. Premessa il testo non è un manuale per aspiranti suicidi e neppure un vademecum per apprendere a lasciare il corpo è piuttosto come ci viene indicato dal risvolto di copertina:

«Esercitarsi a morire» è la definizione platonica della filosofia, vita da condursi nel sempre rinnovato distacco dalle passioni, in modo che l’intelligenza si liberi da ogni condizionamento e possa muoversi verso la celeste «pianura della verità».

I cristiani dei primi secoli riconobbero in questo la coincidenza con l’appello evangelico alla rinuncia a sé stesso, il distacco più radicale, ovvero a quella «morte» da cui proviene la nuova vita, tanto che Agostino – ad esempio – non esita a dire che filosofia e cristianesimo sono la stessa cosa.

Questa consapevolezza si è quasi del tutto perduta nei secoli, dal momento che la filosofia ha cessato di essere una pratica di vita e il cristianesimo è diventato una credenza, ma si è comunque mantenuta in quella tradizione spirituale che – da Eckhart ad Angelus Silesius, da Margherita Porete a Simone Weil – ha accompagnato e accompagna ancora, sia pur sotterraneamente, la storia filosofica e religiosa dell’Occidente.

Riportare alla luce questa tradizione, anima della filosofia e insieme del cristianesimo, sottolineando così il carattere razionale della mistica e distinguendola dalla mistificazione, è ciò che tenta il presente libro.

Con un impegno di mezzo secolo, Marco Vannini (1948) ha riportato alla luce le opere di numerosi grandi filosofi e mistici del passato – in primis Meister Eckhart – costringendo così la cultura italiana a riprendere in considerazione il dimenticato rapporto mistica-filosofia. Per Le Lettere dirige la collana “Il tesoro nascosto” e ha pubblicato, tra l’altro: La morte dell’anima. Dalla mistica alla psicologia (2004); Mistica e filosofia (2007); La mistica delle grandi religioni (2010); Dialettica della fede (2011); Lessico mistico. Le parole della saggezza (2013); Storia della mistica occidentale (2015); Mistica, psicologia, teologia (2019); Introduzione alla mistica (2021); Conosci te stesso e conoscerai te stesso e Dio (2024).

Il libro proposto in lettura ci sarà presentato attraverso il video che il mondo di Eumeswil ha realizzato con lo stesso autore! È un suo disquisire fitto ed articolato di veri generi di input che ci richiamano all’ordine! Essere cristiani non è solo e soltanto un atto di fede, ma una pratica di vita ed un cammino.

Si ribadisce più volte sul rapporto filosofia e mistica.

Proprio di recente a noi del mondo di Eumeswil è stato chiesto, se esiste ancora il filosofo o meglio colui il quale è in grado di dar vita, attraverso la sua concezione filosofica, uno stile esistenziale ed ad esso si attiene, quella integrità di vita e che spesso si ricerca per poter prendere a modello una persona umana per indirizzarci poi, una volta cresciuti, a imitare una “divinità”…

Chi può portare indietro il pensiero, si ricorderà di se stesso, di aver seguito molti “miti” e di quanti ne abbia lasciati dietro alle proprie spalle…Ma, ci sono modelli che proprio e solo attraverso un crescere retto, acquisiscono di significato e dignità. Si aprono, schiudono in verità. Ciò che veniva assunto come oro colato diviene oro luccicante, luminoso e rende prezioso il vivere. Attraverso i progressivi stadi dell’essere, i vari inciampi, ostacoli, molteplici cadute, capitomboli e capriole esistenziali, in modo inspiegabile, un nuovo mondo, una mutata comprensione può essere scorta. Compare un’ indefinibile e vago orizzonte. Ci si sente mutili ed orfani di un nuovo alfabeto e geometria per poter cogliere la nuova terra ed i nuovi cieli intravisti da lontano, da un binocolo interiore che non sappiamo ancora utilizzare. Pochi infatti sono coloro che hanno in mano tali tecniche. Sembrano nascondersi. Si devono rintracciare per invocazione ed evocazione. Emanazioni ed irraggiamenti misteriosi pervengono, segni noti a chi conosce il gioco e vi si rende intrepidamente partecipe…

Marco Vannini, ci rende presenti alla sua scrittura e della sua filosofia, metodo per apprendere a vivere, in realtà!

Noi del mondo di Eumeswil, da oltre trenta anni oramai, abbiamo assunto come nostro Maestro Ernst Jünger per darci una spinta, essere spronati a camminare, per combattere la nostra pigrizia, apatia di fondo, le nostre resistenze e paure. Perché proprio lui? Probabilmente perché, attraverso la sua analisi della contemporaneità e i suoi metodi per viverla, ci ha aiutato ad interpretare il nostro tempo, ci ha detto che possiamo in ogni caso vivere bene e cambiare o meglio mettere a fuoco, attraverso la crescita Interiore, la nostra realtà. Jünger ha vissuto tutto il secolo breve, da interprete e protagonista, prendendo astutamente decisioni importanti, modificando o meglio apprendendo a guidare sempre meglio il proprio timone esistenziale, forgiando il proprio credo. Ha riflettuto lungamente, una vita lunga quasi 103 anni, entrando nell’età dei patriarchi… Abbiamo potuto vagliare con attenzione che quanto ci scrive è frutto dell’apprendimento, dello sviluppo della capacità di guardare, osservare, ascoltare il silenzio. Ha saputo coronare la vita con arte restituendole il bello che le appartiene per origine. E’ stato mediatore tra il mondo interiore, esteriore e superiore cercando non conflitti, ma appacificazioni con le insidiose discordie interiori, esterne e superiori. Questo è il frutto dell’esercizio di un guerriero che è passato dalle trincee della guerra mondiale a quelle della guerra Interiore, che ha appreso che la guerra da vincere è quella dentro di noi, in ogni giornata. Che dobbiamo apprendere ad essere padroni di noi stessi, non i nostri stessi schiavi! Schiavi dei nostri impulsi, passioni, illusioni, credenze fasulle, idoli del momento. Il primo pericolo siamo noi stessi per noi stessi, non dobbiamo mai dimenticarlo! Quando il nostro odio, la nostra bramosia, la nostra voglia di cieca ricchezza e potere, di sovrastare, essere vincenti ed essere primi potrà essere controllata, pur non facendoci calpestare piedi e non calpestando quellli altrui, trovando il giusto modo di indicare la verità, senza andare in escandescenza, quando sapremo rivelare il nostro volto umano e svelarlo al nostro interlocutore allora -forse-saremo sulla buona strada… per ora esercitiamoci a morire… A questo morire giova la tradizione: l’eredità spirituale dei propri antenati. Ci hanno narrato espressamente le loro esperienze e pratiche. Vi abbiamo creduto. Ci siamo incamminati per gli stessi impervi sentieri. Abbiamo constato la vericidità di quanto creduto, facendo propri tali assunti nella nostra pelle per esperienza, a nostra volta, a chi vorrà, trasmettiamo tale insegnamento, cammino e trasferiamo la fiaccola della conoscenza antica affinché il fuoco vivo si mantenga sempre tale, nella speranza riposta che divenga una unica fiamma viva – anziché – scintille sparse e solitarie…Ed ecco che si avvera la promessa: “Avranno in eredità la terra”… Si riaccenderà la gioia primordiale: quella del bambino: nulla possiede, nulla cerca, il tutto brilla e gioca. E’ al sicuro coi suoi familiari… E’ a casa!

A.T. del mondo di Eumeswil